Questa zona è caratterizzata dai comuni costieri che oltre a panorami mozzafiato sul mare offrono percorsi a piedi facili adatti a tutti gli escursionisti e alle famiglie. Potrete camminare tra i paesi di Orbetello, Albinia, Fonteblanda e Talamone. Ognuno vi offrirà un’esperienza unica a contatto con la natura.

In queste pagine trovate il percorso che da Orbetello arriva fino a Talamone per un totale di circa 80 km, percorribile tutto l’anno sia a piedi che in bicicletta nei due sensi. Gli unici dislivelli rilevanti si trovano per raggiungere gli scavi della città di Cosa e per superare la collina di Fonteblanda, per poi arrivare al paese di Talamone sulla costa.

Totale tappe:
1. Orbetello Scalo – Orbetello
2. Orbetello – Albinia
3. Albinia – Talamonaccio – Fonteblanda
4. Fonteblanda – Talamone
5. Albinia – Fonteblanda variante estiva

(abbreviazioni: sx = sinistra; dx = destra)

TAPPA 1: Orbetello Scalo – Orbetello (Km. 23,100)
Dalla stazione ferroviaria di Orbetello, attraversato il piazzale con la fontana e il parcheggio e lasciandosi sulla dx la ex-fabbrica Montedison, s’imbocca il percorso ciclopedonale che per 200 metri costeggia la laguna di ponente. Arrivati in prossimità del sottopasso stradale, mentre a dx si va per Orbetello continuando lungo la Laguna, si prende a sx e, attraversati il sottopasso e la rotatoria, si prosegue su Via Aurelia Antica e dopo 100 metri a dx per un viottolo sterrato. Dopo circa 200 metri si arriva al suggestivo punto panoramico sulla Laguna di Levante detto la “terrazzetta” e dopo altri 100 metri circa si prende a dx per Via di Cameretta.
Il percorso si snoda su una stretta strada asfaltata che più avanti diventa solo ciclopedonale e utilizzata solo da qualche motorino, tra campi agricoli, oliveti, vecchi e nuovi edifici e caratteristici muretti in arenaria, con vista sulla Laguna e sulla parte sud del Monte Argentario con Porto Ercole e le sue fortificazioni, fino a raggiungere un cancello che permette solo il passaggio a piedi o in bicicletta.
Da qui il percorso attraversa una zona naturale caratterizzata dalla tipica vegetazione lacustre e dalla presenza di aironi, garzette, fenicotteri, cavalieri d’Italia, folaghe, conigli selvatici, ecc. secondo le stagioni. In prossimità del Tombolo della Feniglia si raggiunge un impianto di itticoltura e un cancello che immette sulla strada asfaltata di Ansedonia. Chi ha intenzione di raggiungere il sito archeologico della città romana di Cosa (*) (fondata nel 273 a.C. e posta a 114 metri s.l.m.) attraversa la strada e dopo 20 metri sulla sx trova una breve salita che porta alla vecchia stazione ferroviaria di Ansedonia. Si prosegue sulla dx costeggiando i binari per circa 500 metri, quindi si arriva in un campo agricolo e continuando sulla sx nella stessa direzione per un km. circa si arriva ad un boschetto che sulla dx custodisce il monumento a due aviatori caduti nel 1930 poco prima della trasvolata atlantica.
Attraversato il boschetto in prossimità della ferrovia si incontra una casa sulla sx e passando a dx alcune antenne telefoniche (cartello Via della Mimosa), sempre tenendo la dx e in leggera salita costeggiando la macchia senza calpestare i campi lavorati, si arriva ad un varco nel verde che immette su Via del Lentisco di Ansedonia (di fronte al numero civico 1). Si prende a dx continuando a salire e dopo 100 metri Via del lentisco giro a sx: la si percorre tutta in salita fino all’inizio di un sentiero (a dx di una cabina telefonica in muratura) che dopo 200 metri diventa un percorso con ghiaia e asfalto che arriva su Via del Rosmarino.
Dopo poche decine di metri, dove c’è un’apertura nella recinzione metallica verde sulla dx di fronte al numero civico 52, un piccolo sentiero in salita arriva dai resti di Porta Marina all’interno dell’antica città di Cosa, sulla strada in basolato in prossimità dei resti della Casa di Diana e proseguendo diritto, poco prima della cisterna sulla dx, si intravede tra gli olivi uno scorcio con il Tombolo della Feniglia, la Laguna di Levante, l’istmo di Orbetello, la Laguna di Ponente e il mare. Poco più avanti si trova l’interessante Museo Archeologico Nazionale (biglietto 2 euro, orario 10,15 – 18,00 info 0564/881421), da qui salendo per circa 200 metri si arriva alla zona dell’Arce/Acropoli, l’area meglio conservata e con un affascinante punto panoramico. Ritornando verso il Museo e con una breve discesa si esce da Cosa dalla Porta Fiorentina e si arriva a Via delle Ginestre. A dx su asfalto in discesa tra le ville si arriva dopo 300 metri all’incrocio su Via delle Mimose e proseguendo diritto si scende ancora per 100 metri fino ad incontrare un bivio, si gira a sx e poco dopo s’incontra un ponte. Superato il ponte sul canale di Ansedonia, si accede al Tombolo di Feniglia e qui il nostro Cammino propone due possibilità interessanti, che possono anche compenetrarsi secondo la stagione e la volontà di ciascuno. Davanti al ponte c’è il cancello da dove inizia la Riserva Naturale della Feniglia: a dx c’è un varco ciclopedonale sempre aperto, oltre il quale, dopo un breve tratto sabbioso, inizia lo stradone bianco che percorre i 6 km. del Tombolo tra una fitta pineta, porzioni di macchia mediterranea e la possibilità di avvistare vari tipi di uccelli, daini, cinghiali, istrici e altri (raramente il lupo), dai quali è opportuno mantenersi a debita distanza e limitarsi ad osservarli, evitando di dar loro del cibo.
Il percorso alternativa lascia il cancello d’accesso sulla dx e prosegue lungo la strada per un breve tratto che, poi, prendendo a dx arriva alla spiaggia e superati gli stabilimenti balneari dove si può piacevolmente bere, mangiare e prendere il sole, si percorre tutta la spiaggia libera fino ad arrivare in prossimità del Monte Argentario ad altri stabilimenti, ristoranti e un campeggio.
Lungo la spiaggia e lungo lo stradone interno, all’incirca ogni km., ci sono diversi accessi che permettono di passare dall’una all’altro e poi dalla metà circa dello stradone c’è la possibilità di raggiungere anche la Laguna di Levante, con vari sentieri e fare quindi l’ultima parte del Tombolo usufruendo di avvistamenti mimetizzati nella vegetazione sulle sponde della laguna che permettono, specialmente da settembre a maggio, di ammirare fenicotteri, aironi, garzette, folaghe, ecc.
Proseguendo si arriva al cancello con passaggio ciclopedonale che delimita la fine della Riserva e poco dopo si raggiunge la strada asfaltata che a sx porta verso la spiaggia e a dx dopo 500 metri raggiunge la ciclopedonale che, imboccata sulla dx, dopo circa 3 km. porta ad Orbetello, attraversando il lungo ponte che divide le due lagune, la cosiddetta “diga” (anche se non lo è).
In fondo si prende a dx sul lungolago di levante per 400 metri circa fino alla polveriera spagnola Guzman, si mantiene la dx, si percorre la passerella in legno sulla parte bassa della fortificazione a sbalzo sull’acqua e dopo i campi da tennis, diritti di nuovo con la Laguna sulla dx si prosegue attraversando i terreni di pertinenza del vecchio idroscalo e tornando in direzione delle sponde della Laguna di Levante, si attraversa il ponte in metallo sul fosso Glacis, quindi si prende a sx fino all’attraversamento della strada e poi ancora diritto fino a vedere la Laguna di ponente. Alla rotatoria si prende la ciclopedonale verso sx, si passa il ponte di legno e all’altezza della Cooperativa Pescatori di Orbetello si prende a sx fino alle antiche porte spagnole che segnano l’ingresso nel centro storico di Orbetello.
Chi, dopo la visita ad Orbetello, intendesse chiudere il percorso ad anello, riprenderà la ciclopedonale della Laguna di ponente e in 3 km. potrà ritornare alla stazione ferroviaria.
(*) Chi non intende salire a Cosa prosegue a dx sull’asfalto per circa 100 metri e al bivio continua diritto in piano in direzione del mare, attraversa il ponte sul canale di Ansedonia e si trova di fronte al cancello di accesso alla Riserva Naturale della Feniglia e potrà optare per una delle direzioni indicate sopra.

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TAPPA 2: Orbetello – Albinia (Km. 17,030)
Dalle Porte Spagnole di Orbetello si prende la ciclopedonale lungo la Laguna di Ponente, si imbocca sulla dx il lungo ponte detto “la diga” (percorso in direzione contraria rispetto alla tappa 1) e in fondo si prende a dx in direzione di Porto S. Stefano.
Dopo circa 2 km., di fronte al distributore carburanti sull’altro lato della provinciale, si gira a dx sulla vecchia strada asfaltata, dopo 300 metri circa si attraversa la provinciale e, per evitare una curva a dx pericolosa, si imbocca uno stradello e lo si percorre per circa 200 metri. Si attraversa di nuovo la provinciale per Porto S. Stefano, si superano i ponti sui due canali e al cartello indicatore “Giannella” si prosegue diritto lungo l’ampia banchina a lato della Strada Provinciale n. 36 della Giannella.
Dopo circa 700 metri, alla fontanella, si prende a dx per la Strada Vicinale del Pino e si prosegue mantenendo sulla dx la Laguna di Ponente fino a superare la bassa barriera metallica da cui inizia il percorso solo ciclopedonale. Dopo circa 1 km. c’è a dx un punto panoramico corrispondente al pontile d’imbarco del traghetto estivo Orbetello-Giannella: sulla sx il Monte Amiata e le colline, di fronte il profilo inconfondibile di Orbetello e a dx il Monte Argentario.
Tornati sulla Strada Vicinale del Pino si prosegue fino ad un’ampia curva a sx, lasciando sulla dx l’Orbetello Camping Village fino a raggiungere di nuovo la provinciale di Giannella che si attraversa all’altezza del parcheggio estivo e si costeggia la macchia per circa 200 metri lungo tutto il parcheggio fino al passaggio pubblico al mare sulla sx, avendo sulla dx oltre la strada l’entrata del Camping (da qui a soli 400 metri lungo la strada si può visitare la Riserva Naturale / Oasi WWF). Si raggiunge la spiaggia e prendendo sulla dx si percorre tutta fino in fondo per circa 3,5 km., quindi si prende l’argine del fiume Albegna e, avendo di fronte la Torre delle Saline, si prende sulla dx la ciclopedonale per Albinia che passa sotto l’Aurelia e arriva al paese da via Sicilia. Si va a sx e poi a dx su via R. Fucini (segnale un po’ nascosto dopo l’incrocio) e poi a sx su via Pascucci fino alla rotatoria e quindi a dx per Piazza delle Regioni.

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TAPPA 3: Albinia – Talamonaccio – Fonteblanda (Km. 21,400)
Dalla Piazza delle Regioni di Albinia con l’edicola alle spalle si prende via Pascucci, quindi la seconda sulla dx via Fattori, in fondo a sx via Aldi e la prima a dx via Sicilia fino a raggiungere la ciclopedonale. Si supera il sottopasso della Via Aurelia, subito dopo la seconda rotatoria si prende il sottopasso e si prosegue sulla ciclopedonale fino a costeggiare l’Aurelia che corre alla nostra dx, percorrendo il ponte sul fiume Albegna.
Appena terminato il ponte si prende a sx per l’argine, si scende subito a sx passando sotto il ponte. Attenzione: l’attraversamento è un po’ disagevole, ma si tratta di appena 10 metri, quindi si risale a sx e si prende subito a dx su asfalto per la Strada di Bonifica 4. Superato il sottopasso della ferrovia si prosegue sulla Strada di Bonifica 4 costeggiando il Canale di Bonifica fino ad imboccare sulla sx la Strada di Bonifica 3. Si prosegue sul tracciato principale che poi diventa un viale affiancato da fitta vegetazione: eucalipti, cipressi, siepi, ecc. in fondo, dopo circa 3 km., si sbocca sulla strada asfaltata (SP n. 81 dell’Osa).
Si prende a dx e dopo circa 700 metri, all’altezza dell’agriturismo “Il Boschetto”, si attraversa la strada e si prende la sterrata sulla sx, quindi, dopo altri 300 metri circa, ancora a sx fino all’argine del fiume Osa, si scende sulla dx e si prosegue per circa 600 metri fino all’asfalto (Strada Provinciale n. 56 di San Donato).
Si prende a sx, si supera il ponte sul fiume Osa e dopo circa 300 metri si imbocca la sterrata a sx che si percorre per circa 100 metri e dopo una breve salita si va a dx, lasciandosi alle spalle un laghetto artificiale. In fondo si prende sulla sx il ponticello e si prosegue diritto per 50 metri e all’albero si prende sulla sx la sterrata tra campi coltivati e vigne, seguendo grosso modo la direzione dei tralicci verdi della linea elettrica e, poi, i pali di legno della linea telefonica fino ad arrivare all’asfalto in corrispondenza del residence “Borgo Venecca”.
Si prosegue diritto per un breve tratto fino allo stop all’incrocio con la Strada Provinciale n. 1 di Talamone e già si può vedere il cartello stradale che indica “Fonteblanda”. Si prende a sx in prossimità della zona artigianale, facendo attenzione al traffico, e si prosegue in direzione Talamone fino al centro abitato. All’incrocio si prende a sx per Orbetello, percorrendo la vecchia Via Aurelia, lasciandosi sulla dx via della Mimosa. Ora la strada prosegue in leggera salita, quindi si prende a dx per via Carotti, si passa sotto il ponte della ferrovia e si prosegue sul tracciato fino alla cabina elettrica in muratura. Qui si prende a sx in salita per il Colle di Talamonaccio e dopo circa 100 metri ancora a sx in salita. Ora alla nostra sx si può osservare dall’alto l’abitato di Fonteblanda e le colline che caratterizzano il Parco Naturale della Maremma, quindi si prende a dx seguendo l’indicazione del cartello “Talamonaccio – resti di tempio etrusco”.
Si prosegue in salita su via Tito Paffetti, mentre alla nostra sx si aprono viste sul Monte Amiata e le colline maremmane da Scansano a Manciano. Dopo la curca sulla dx si prende subito la piccola sterrata a sx e dopo 20 metri si trova l’indicazione per il soprastante Tempio etrusco di Talamonaccio. Ora possiamo godere di viste affascinanti sull’Argentario, Isola del Giglio, Isola di Montecristo e, a seconda delle condizioni climatiche, anche la Corsica; sulla sx la lunga spiaggia fino alla foce dell’Albegna e al Tombolo della Giannella. Dopo la visita si prosegue sulla sterrata con vista sul mare, la Torre di Talamonaccio e Talamone.
Il sentiero scende un po’per poi risalire leggermente fino all’asfalto. Si prende a sx e quindi si percorre a ritroso il tragitto dell’andata fino alla cabina elettrica. Ora si prende a dx, si supera il sottopasso ferroviario e poco prima di ritornare sulla via Carotti si va a sx lungo i campi fino all’asfalto e alle case di Fonteblanda. Si prosegue diritto, poi sulla sx e subito a dx su via della Mortella, allo stop ancora a dx per pochi metri fino alla Piazza dell’Uccellina, luogo in cui si conclude la tappa.

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TAPPA 4: Fonteblanda – Parco della Maremma – Talamone (Km.15,720)
Partenza da Fonteblanda, Piazza dell’Uccellina. Si prende a sx verso la stazione fino a raggiungere e superare il sottopasso ferroviario, si segue a dx la strada asfaltata fino a lasciare sulla sx l’interessante fabbricato in mattoni a facciavista dell’idrovora. Qui con la vista su Talamone si arriva sulla sx ad un’area di parcheggio in prossimità del mare: si prende a dx e si percorre il piccolo argine lungomare per circa 1 km. fino ad una nuova area di parcheggio con una rotonda in asfalto che si vede sulla dx. Si procede in quella direzione per circa 300 metri e in fondo si passa sul ponte di legno e ci si immette sulla Strada Provinciale per Talamone all’altezza del “Talamone Camping Village”
Si prende a sx e si percorre la strada per circa 300 metri (all’incirca a metà consigliamo un’occhiata alla semplice ma suggestiva chiesetta della Madonna delle Grazie sull’altro lato della strada), quindi si prende lo sterrato sulla dx e in pochi metri si arriva alla cisterna romana, una delle porte di accesso all’affascinante Parco della Maremma dal lato di Talamone.
Da qui con una breve salita si raggiunge l’inizio degli itinerari T1, T2, T3 (dove T sta per Talamone): è obbligatorio procurarsi il biglietto d’ingresso (Centro Visite del Parco tel. 0564/393238, 0564/407098, sito del Parco www.parco-maremma.it) anche per un necessario approfondimento per la scelta dell’itinerario e tenendo conto che durante l’estate, per il pericolo d’incendio, possono esserci limitazioni nelle escursioni.
Dall’itinerario T1 si può passare al T2 e quindi al T3 fino alla grotta Stoppa, per poi ritornare verso la spiaggia delle Cannelle, punta del Corvo, Fontelunga e quindi uscire dal Parco su via di Cala di Forno e raggiungere Talamone.

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TAPPA 5: Albinia – Fonteblanda: variante estiva attraverso il “ponte azzurro” sul fiume Osa (Km. 12,650)
da Albinia (Piazza delle Regioni) si utilizza il sottopasso dell’Aurelia secondo le stesse indicazioni fornite nella Tappa 3 e continuando la ciclopedonale si supera completamente il fiume Albegna. Poi si prende a sx fino alla spiaggia che si percorre per circa 5 km. fino al fiume Osa che si supera sul “ponte azzurro”, quindi si risale sulla sx attraverso un breve sentiero e poi una scalinata in pietra che porta al Colle di Talamonaccio e ai resti del Tempio etrusco per arrivare a Fonteblanda seguendo lo stesso itinerario della tappa 3. L’alternativa alla spiaggia è percorrere la strada, in parte ciclopedonale, che superato il fiume Albegna prosegue tra l’Aurelia e i campeggi fino al bagno “Tirseno”, l’accesso al mare e quindi il citato “ponte azzurro” sull’Osa e la salita a Talamonaccio. Un’altra alternativa è proseguire dopo i campeggi, superare il distributore di carburanti e prendere lo stradello tra l’hotel “Corte dei Butteri” e la strada Aurelia e percorrerlo tenendosi sulla sx per 10 minuti fino ad arrivare al citato “ponte azzurro”.

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